Panoramica
Approvatа dalla FDA nel 1991 e riconosciuta dall’AMA (American Medical Association), la PLDD è un trattamento laser realmente mini-invasivo, eseguito in regime ambulatoriale (o con una degenza di 24 ore), utilizzando esclusivamente anestesia locale.
Come funziona la PLDD
Un’ernia del disco può essere paragonata a un palloncino con un punto debole. Quando viene “gonfiato”, può sviluppare un rigonfiamento (protrusione) oppure un’ernia. Il dolore si manifesta quando la protrusione/ernia comprime una radice nervosa all’interno del canale spinale. Durante la procedura, un ago sottile viene inserito nel disco interessato (il bersaglio è il centro, chiamato nucleo polposo) sotto guida radiologica.

Attraverso l’ago viene introdotta una fibra ottica e l’energia laser viene trasmessa lungo la fibra, vaporizzando una piccolissima porzione del nucleo discale. Questo crea un vuoto parziale, che “richiama” l’ernia lontano dalla radice nervosa, alleviando così il dolore.
Recupero
L’effetto è talvolta immediato; tuttavia, in alcuni casi possono essere necessarie alcune settimane (da 1 a 6 settimane). I pazienti si alzano dal lettino con un piccolo cerotto adesivo e rientrano a casa entro 24 ore. Successivamente iniziano una deambulazione progressiva, aumentando gradualmente fino a camminare per circa un miglio (1,6 km). La maggior parte dei pazienti rientra al lavoro entro 15–30 giorni.

Vantaggi
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Nessuna incisione e nessuna cicatrice (si utilizza un ago sottile).
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Nessun taglio di muscoli o legamenti e nessuna perforazione ossea.
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Viene vaporizzata solo una quantità minima di materiale discale, quindi non si determina instabilità vertebrale secondaria.
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Si evitano la maggior parte delle complicanze associate alla chirurgia “a cielo aperto”.
Chi può essere trattato
Non tutte le ernie discali possono essere trattate con la PLDD (circa 70% sì, 30% no). Ciò dipende dai criteri di inclusione ed esclusione.
Controindicazioni
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Patologie emorragiche o infezioni
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Fratture
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Tumori in prossimità del disco da trattare
Storia ed evidenze
Questa procedura è stata ideata dal Prof. Daniel S. J. Choy, Professore Emerito di Medicina presso la Columbia University, New York City, USA, a metà degli anni ’80. Il primo caso in vivo su un paziente è stato eseguito nel febbraio 1986 presso il Dipartimento di Neurochirurgia dell’Università di Graz (Austria).
Dal 1986, nel mondo sono state eseguite con successo quasi 150.000 procedure di PLDD e lavori scientifici sulla PLDD sono stati pubblicati su riviste quali The New England Journal of Medicine, Spine, Neurosurgery, Clinical Orthopedics and Related Research e The Journal of Clinical Lasers in Medicine and Surgery (rinominata Photomedicine and Laser Surgery).
Formazione e sicurezza del paziente
È importante sottolineare che alcuni pazienti sono stati trattati con “PLDD” da medici che non hanno seguito una formazione adeguata sotto la guida di tutor qualificati. La curva di apprendimento è lunga. Questa situazione è stata segnalata perché può mettere a rischio la salute dei pazienti e danneggiare la reputazione della PLDD eseguita correttamente.
Risultati e complicanze
Le percentuali di successo riportate variano tra il 70% e l’89%, con un tasso di complicanze dello 0,1%–1% (principalmente discite—un’infezione del disco; se si verifica, può essere trattata con successo nel 99% dei casi con 15 giorni di riposo a letto e 6 settimane di terapia antibiotica). Il tasso di recidiva è circa del 4% con follow-up a lungo termine (fino a 26 anni).
Se la PLDD non ha successo
Se la PLDD non è efficace, i pazienti possono essere trattati con chirurgia open o endoscopica secondo gli attuali standard di cura. Al contrario, i pazienti che vengono sottoposti inizialmente a chirurgia open o endoscopica non possono sempre essere trattati successivamente con la PLDD.
Dr. Tassi — Novembre 2019