FAQ – Domande e risposte sulla PLDDQui trovi le risposte alle domande più frequenti sulla PLDD (Decompressione Laser Percutanea del Disco). Le informazioni sono generali e non sostituiscono una valutazione specialistica. Che cos’è la PLDD?La PLDD (Percutaneous Laser Disc Decompression) è una procedura mini-invasiva (non una chirurgia tradizionale) utilizzata, in casi selezionati, per il trattamento di molte ernie discali e della maggior parte delle protrusioni discali. Le protrusioni sono ernie “piccole” ma talvolta molto dolorose e possono non rispondere alle terapie conservative (farmaci antalgici/anti-infiammatori, cortisonici, fisioterapia, ecc.). Come funziona la PLDD?La procedura si esegue in anestesia locale utilizzando un ago molto sottile e una fibra ottica laser, in sala operatoria e sotto controllo radiologico. Il paziente è in posizione prona o laterale per il tratto lombare e supina per il tratto cervicale. Dopo l’anestesia locale, l’ago viene guidato fino al centro del disco (il nucleo polposo). Attraverso l’ago si introduce la fibra laser, che vaporizza una quantità minima di nucleo polposo: questo può ridurre la pressione intradiscale e, di conseguenza, la compressione/irritazione della radice nervosa responsabile del dolore. Quanto dura la PLDD? È una sola seduta?In genere una PLDD dura 30–45 minuti. In alcuni casi si possono trattare anche due dischi nella stessa seduta. Normalmente la procedura prevede una sola sessione. Si avverte dolore durante la PLDD?Se eseguita da mani esperte, il dolore durante la PLDD è di solito minimo e, quando presente, tende a durare pochi secondi, soprattutto nel passaggio dell’ago attraverso l’anulus fibroso (la parte più esterna del disco). Il paziente rimane sveglio e collaborante e viene avvisato per evitare movimenti bruschi. Molti pazienti non riferiscono dolore durante l’intera procedura. La PLDD dà risultati immediati?In circa il 30% dei casi si può percepire un miglioramento rapido, che continua gradualmente nelle 4–6 settimane successive. In circa il 70% dei casi è possibile avere un andamento “a fasi” (giorni migliori e peggiori) nelle prime 4–6 settimane. Una valutazione affidabile del risultato si fa in genere dopo 6 settimane. Quando la risposta è positiva, i miglioramenti possono proseguire fino a 11 mesi dopo la procedura. È necessario un ricovero lungo?In base all’organizzazione clinica, può essere consigliata un’osservazione in ospedale di 24 ore, talvolta fino a un massimo di 48 ore. È una tecnica “nuova”?No. La PLDD è stata ideata a metà degli anni ’80 dal Prof. Daniel S. J. Choy (Columbia University, New York). Il primo caso “in vivo” è stato eseguito nel febbraio 1986 presso l’Università di Graz (Austria). La FDA statunitense ha approvato la PLDD nel 1991 dopo anni di valutazioni. Nonostante il lungo background scientifico, la PLDD è ancora poco conosciuta da molti pazienti e anche da parte della comunità medica. In diversi Paesi è stata inoltre oggetto di forte opposizione, anche per interessi economici legati al trattamento delle ernie discali. Quali sono i risultati?Nella letteratura scientifica i risultati variano in base agli autori e alla selezione dei casi, con percentuali riportate generalmente tra 70% e quasi 90%. Nella pratica clinica, quando i criteri di indicazione sono corretti, i risultati possono essere molto soddisfacenti. Esistono recidive?Sì. Le recidive riportate variano in genere tra 4% e 10%. In alcuni casi, quando indicato, la PLDD può essere ripetuta. Ci sono rischi e complicanze?Come per ogni procedura, esistono rischi, ma la loro incidenza è in genere bassa. Le complicanze più serie si osservano soprattutto quando la PLDD viene eseguita senza adeguata esperienza e formazione. È importante affidarsi a professionisti che utilizzino laser e parametri corretti e che seguano protocolli consolidati. Qual è la complicanza più tipica e quanto è frequente?Una possibile complicanza è la discite (infezione del disco trattato). Nella maggior parte dei casi, se riconosciuta e trattata tempestivamente, evolve favorevolmente con terapia antibiotica e riposo secondo indicazione medica. Se la PLDD non funziona, posso fare altri interventi?In generale sì: la PLDD utilizza un ago sottile senza incisioni chirurgiche, senza scollamento muscolare e senza rimozione di osso o legamenti. Per questo motivo, se necessario, è possibile ricorrere a tecniche chirurgiche “secondo lo stato dell’arte”, valutate caso per caso. Al contrario, dopo alcune chirurgie non riuscite (tema noto come failed back surgery syndrome), non sempre la PLDD risulta indicata: la scelta dipende dalla situazione clinica e dagli esami di imaging. Convalescenza: quando si torna alla vita quotidiana e al lavoro?Di norma il paziente può alzarsi dopo circa 6–8 ore dalla procedura. La ripresa delle attività quotidiane deve essere graduale, passo dopo passo, nelle prime 3 settimane. Il rientro al lavoro può variare indicativamente da 15 a 45 giorni, a seconda del tipo di mansione. Regole generali per chi soffre o ha sofferto di ernia/protrusione: ● Evitare sforzi importanti. ● Limitare flessioni e torsioni ripetute della colonna. ● Evitare attività con salti. ● Evitare sovrappeso. ● Prudenza con alcuni esercizi in palestra/casa che possono sovraccaricare la colonna nel medio-lungo periodo. ● Curare la postura. ● Evitare di stare seduti a lungo: ogni ora alzarsi e camminare 5 minuti. In generale, molte attività sportive fanno bene, ma è importante proteggere soprattutto colonna e ginocchia. Camminare è spesso l’attività più sicura; in molti casi sono utili anche nuoto (stile libero e dorso) e stretching controllato. Dott. Gian Paolo Tassi
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